Ipertrofia prostatica benigna, interventi a confronto

da | Mag 24, 2021

Quando arriva il momento di intervenire con l’intervento disostruttivo, molte sono le domande che un uomo si pone: le conseguenze, gli effetti collaterali, che tecnica usare?

I diversi interventi:

Attualmente si interviene per ipertrofia prostatica benigna quasi esclusivamente per via endoscopica, vale a dire senza accesso chirurgico open dall’addome, ma inserendo un resettore nell’uretra e asportando il tessuto prostatico ipertrofico che restringe appunto il canale urinario

Tale asportazione può avvenire “tagliando” il tessuto ostruente in frammenti che vengono poi evacuati (TURP: resezione trans-uretrale della prostata) o vaporizzando e quindi distruggendo in sede il tessuto con il laser.

Di laser ne sono stati impiegati vari (olmio, tullio) e tale tecnica nasce in principio per esigenze ben precise. Poiché in fatti con il laser si ottiene immediatamente la coagulazione, c’è meno sanguinamento e questo permetteva di operare anche pazienti in terapia antiaggregante. In seguito ovviamente, la tecnica è stata estesa anche ad altri pazienti.

In linea generale, la differenza tra le due tecniche di disostuzione è un sanguinamento, una cateterizzazione ed una degenza lievemente più lunga con la TURP rispetto all’intervento con il laser e questo attrae molti pazienti e li porta a pensare che il laser sia anche migliore come intervento.

Tuttavia, in questa valutazione, si dovrebbero considerare i risultati a lungo termine e non 24 ore in più o in meno di ricovero.

È quello che hanno fatto gli autori di un articolo di confronto tra TURP e ThuVARP (vaporesezione della prostata con laser al tullio) su un gruppo di 410 uomini.

Risultati:

  1. La TURP) e la ThuVARP si sono rivelate equivalenti nel migliorare i sintomi a 12 mesi dall’intervento
  2. La TURP si è mostrata superiore alla ThuVARP nel migliorare il flusso urinario
  3. I benefici attesi col trattamento laser, come riduzione della durata di degenza e delle complicanze, non sono stati osservati.

In conclusione, le due tecniche sono sostanzialmente equivalenti, con un piccolo punto a favore per l’intervento “tradizionale”, la TURP.

Da notare tuttavia che questo potrebbe essere dovuto alla maggiore esperienza e familiarità dei chirurghi con questa tecnica piuttosto che con il laser.

Tali indicazioni non sostituiscono il parere medico e non esauriscono ovviamente l’argomento.

Per ulteriori delucidazioni, consultare sempre il medico di fiducia.

Hashim H, Worthington J, et al. Thulium laser transurethral vaporesection of the prostate versus transurethral resection of the prostate for men with lower urinary tract symptoms or urinary retention (UNBLOCS): a randomised controlled trial. Lancet 2020;396:50-61. doi:10.1016/S0140-6736(20)30537-7